DIRECTOR'S NOTE


Originariamente ideato da un sogno personale di qualche anno fa, il film è suddiviso in tre capitoli (Kore - Asclepio - Ctonia) che si ispirano vagamente al mito greco di Persefone.

All'origine del sogno:
una mattina d'autunno del 1938, un'austera donna in abiti da istitutrice accompagna per mano una bambina lungo un viale alberato, fino a raggiungere un grande cascinale dove in una delle stanze al piano di sopra, una ragazza giace sul letto in apparente stato catatonico, mentre una sorta di rabbino si accinge a compiere su di lei un rituale liberatorio. Nel frattempo infuria un temporale, preludio di un clima che sta mutando e che se non verrà fermato (mediante la catarsi della ragazza) provocherà disordini ambientali irreversibili. La causa di questo evento, che si ripete periodicamente ogni ottant'anni circa, è un imponente albero che da secoli domina le vallate circostanti; dapprima, i segnali si manifestano individualmente, colpendo a turno giovani donne del villaggio che iniziano a mostrare comportamenti anomali (o quelli che, a primo acchito, sembrano i sintomi di una presunta possessione da forze misteriose) per poi estendere il proprio influsso nefasto attraverso gli sconvolgimenti della natura.


Da qui, nasce l'idea che la bambina (le bambine, "prescelte" nel corso degli anni) possa rappresentare una figura salvifica del mondo, per la sua natura illibata, e che la sua presenza possa funzionare come una sorta di amuleto, assistendo ai rituali che di volta in volta vengono eseguiti, fino ad un ripristino dell'equilibrio ambientale 
Il film nasce quindi da lampi di suggestioni oniriche, attorno alle quali è poi stata costruita la figura di una protagonista che, muovendosi nel nostro tempo attuale, entra in contatto con questa locale leggenda del passato. Attratta dalle ancestrali forze del luogo che la conducono al fatidico albero, finisce per esserne dominata e proiettata in una dimensione surreale dove, al calare della notte, le presenze del passato si manifestano a lei, scoprendo così la drammatica verità sul suo destino... Destino che, probabilmente, segnerà un cambiamento definitivo anche per l'intero pianeta.


Oltretutto, sempre inerente al ruolo della protagonista, mi piaceva l'idea di un accostamento alla figura di Persefone, per questo transito dalla soleggiata rigogliosità della natura (e la congiunzione con l'albero/terra) all'oscurità nella quale precipita nel finale del film. Pensato in relazione alle divinità "ctonie", che nella mitologia greca erano legate ai due aspetti fondamentali (e al contempo antitetici) della terra e delle sue profondità, quali la fertilità e l'oltretomba. Persefone, infatti, si muoveva tra queste due dimensioni parallele, assumendo l'aspetto di "Kore" (Capitolo 1), raffigurartiva della primavera, per i sei mesi che viveva nell'Olimpo, e di "Ctonia" (Capitolo 3), per gli altri sei in cui la sua figura era vincolata all'Aldilà. A bilanciare questi estremi, il capitolo centrale, che ammicca velatamente ad un'altra figura della mitologia con caratteristiche ctonie: Asclepio, dio della medicina (il guaritore), e che proprio in rappresentanza del suo ruolo funge da simbolo di mediazione tra le due dimensioni, accompagnando il metafisico viaggio della protagonista, tra il giorno e la notte, e tra la vita e la morte.

  
English Version

First Official Trailer

Excerpt #2

Excerpt #1